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Giampiero Mughini, marzo 2016

Giampiero Mughini, marzo 2015

Giampiero Mughini (Catania, 16 aprile 1941) è uno scrittore, opinionista e giornalista italiano. È noto al pubblico televisivo principalmente dagli anni novanta, quando fu lanciato come ospite frequente da Maurizio Mosca nel programma sportivo L'appello del martedì e ottenne poi la partecipazione fissa a Controcampo.

Biografia e carrieraEdit

Nato a Catania da madre siciliana e padre toscano (di Marradi), Mughini si forma nel capoluogo etneo dove fonda e dirige, a partire dal dicembre del 1963, la rivista Giovane Critica che, insieme ai Quaderni Piacentini, accompagnerà il sorgere del Sessantotto.

Nel frattempo si laurea in lettere e lingue moderne, con specializzazione in letteratura francese presso l'Università degli Studi di Catania. Nel gennaio del 1970 si trasferisce a Roma, quindi segue la carriera di giornalista iniziando a muovere i primi passi nel quotidiano Paese Sera.[1]

È tra i fondatori del periodico Il manifesto (1969), ma l'abbandona dopo soli tre mesi per incompatibilità con i colleghi.[2] È stato direttore responsabile del giornale del movimento politico Lotta Continua, che lascia nel 1971.[3] Farà parte in seguito della redazione del quotidiano Reporter.

È chiamato da Nanni Moretti a interpretare la parte di un intellettuale nel film Ecce bombo (1978) e di un cinico presentatore televisivo in Sogni d'oro (1981). Venti anni più tardi sarà Leonardo Pieraccioni a volerlo nel cast del suo film Il mio West (1998), diretto da Giovanni Veronesi.[4]

Negli anni ottanta matura la decisione di separarsi dagli ambienti di quella sinistra che ha segnato quasi vent'anni della sua militanza politica. Lo fa nel suo stile, in modo clamoroso, molto schietto, con un pamphlet dal titolo Compagni addio.[3] Esprimerà posizioni critiche sugli ex di Lotta continua come Adriano Sofri, pur affermando l'innocenza dell'ex leader di LC nell'organizzazione dell'omicidio Calabresi, per cui venne condannato.[5]

Sugli anni di piombo ha scritto anche Gli anni della peggio gio­ventù. L'omicidio Calabresi e la tragedia di una generazione; sostiene, tra l'altro, l'estraneità di Valerio Fioravanti e Francesca Mambro nella strage di Bologna.[6]

Collabora per alcuni anni a L'Europeo e dal 1987 a Panorama, rapporto che si conclude in maniera non conciliante nel 2005 con l'arrivo del nuovo direttore Pietro Calabrese.[7]

Scrive numerosi libri e collabora con il quotidiano Il Foglio di Giuliano Ferrara, sul quale cura per un certo periodo di tempo la rubrica quotidiana chiamata "Uffa!".[8]

Nel 1987 si fa conoscere dal grande pubblico televisivo per la sua partecipazione come ospite fisso alla trasmissione Ieri, Goggi e domani. Negli anni novanta, pungenti e coloriti sono i suoi interventi nel salotto del Maurizio Costanzo Show e a L'appello del martedì. Dal 1998 la sua popolarità cresce per la presenza fissa al programma televisivo Controcampo, in onda dapprima su Italia 1 e poi su Rete 4, dove si distingue per ironia e vivacità. Celebri i siparietti con l'avvocato Giuseppe Prisco, grande tifoso nonché vicepresidente dell'Inter. Rimane nella squadra della trasmissione ininterrottamente sino al 2010. Nel 2006 partecipa a Controcampo - Ultimo minuto, versione pomeridiana della trasmissione. Grande tifoso della Juventus, alla squadra del cuore dedica due dei suoi libri eleggendo come suo eroe personale il tifoso juventino romano Stefano Discreti, al quale dedica oltre 4 pagine.[9] Nel 2006 vince il Premio Cimitile, nella sezione di saggistica, con l'opera E la donna creò l'uomo, edito dalla Arnoldo Mondadori Editore[10]. Lo stesso anno venne operato per un tumore alla prostata, di cui parlerà pubblicamente nel 2008.[3]

Nel maggio 2007 il Consiglio regionale dell'Ordine dei giornalisti del Lazio lo ha cancellato dall'albo per aver scritto due articoli pur essendo stato sospeso a causa di uno spot di telefonini[11]. Nonostante ciò, Vittorio Feltri lo ha voluto nella redazione del suo quotidiano Libero, da dove è stato licenziato nel 2014.

Nel 2008 fa parte del cast del film L'allenatore nel pallone 2, di Lino Banfi, dove interpreta se stesso.[4] Nel 2010 è membro della giuria nel programma Il più grande (italiano di tutti i tempi), condotto da Francesco Facchinetti su Rai 2. Nello stesso anno non fa più parte della troupe di Controcampo, che lo ha visto ospite fisso per dodici anni consecutivi e inizia una nuova avventura come opinionista per la radio romana Radio Powers Stations.[12] Nel 2010 ha vinto il premio "San Fele d'oro" per la televisione.[13] Dal 2013 è opinionista e ospite fisso del talk calcistico Tiki Taka - Il calcio è il nostro gioco, condotto da Pierluigi Pardo su Italia 1. Nel 2015 invece è opinionista ed ospite fisso nel programma di rai uno condotto da Salvo Sottile ed Eleonora Daniele, Estate in diretta, spin off del più celebre La vita in diretta.

Vive a Roma e nella sua casa ha una collezione di oggetti in stile liberty e, tra l'altro, di fotografie d'epoca, tavole autentiche di famosi illustratori italiani del Novecento, e quindicimila libri, di cui duemila molto rari: tra essi la prima edizione di Canti orfici (1914) di Dino Campana e di Ossi di seppia (1925) di Eugenio Montale[3].

Aveva anche una collezione di 775 pezzi, venduta poi ad una libreria antiquaria, a espositori e a collezionisti privati, contenente volumi, riviste e poster originali del futurismo.[14]

È iscritto all'associazione Nessuno tocchi Caino, gruppo contro la pena di morte legato al Partito Radicale.[15]

LibriEdit

  • Il revisionismo socialista. Antologia di testi, 1955-1962, a cura di, Roma, Mondoperaio, 1975.
  • Il Mezzogiorno negli anni della Repubblica, a cura di, Roma, Mondoperaio-Avanti!, 1975 .
  • Il piccolo sinistrese illustrato, con Paolo Flores d'Arcais, Milano, SugarCo, 1977.
  • Gli intellettuali e il caso Moro, Milano, Feltrinelli, 1978.
  • Compagni, addio. Lettera aperta alla sinistra, Milano, A. Mondadori, 1987. ISBN 88-04-30052-3
  • Ferrara, con furore. Storia di un comunista borghese e della sua famiglia, interrogazione a Maurizio Ferrara, Milano, Leonardo, 1990. ISBN 88-355-0042-7
  • A via della Mercede c'era un razzista, Milano, Rizzoli, 1990. ISBN 88-17-84100-5
  • Dizionario sentimentale, Milano, Rizzoli, 1992. ISBN 88-17-84164-1
  • La ragazza dai capelli di rame, Milano, Rizzoli, 1993. ISBN 88-17-66457-X
  • Manifesti italiani dall'art nouveau al futurismo, 1895-1940, a cura di e con Maurizio Scudiero, Milano, Nuova arti grafiche Ricordi, 1997.
  • Il manifesto pubblicitario italiano. Da Dudovich a Depero, 1890-1940, a cura di e con Maurizio Scudiero, Milano, Nuova arti grafiche Ricordi, 1997.
  • Il grande disordine. I nostri indimenticabili anni Settanta, Milano, A. Mondadori, 1998. ISBN 88-04-43254-3
  • Pino Settanni. La memoria le immagini, testi con Simona Argentieri, Roma, Pieraldo Editore, 1998. ISBN 88-85386-41-5
  • Un secolo d'amore. Arte, bellezza e desiderio da Picasso a Marilyn, Milano, A. Mondadori, 1999. ISBN 88-04-45896-8
  • Sorpresi nella luce americana, con Franco Fontana, 24 Ore Cultura, 1999. ISBN 88-7179-241-6
  • L'invenzione del '900, Firenze, Vallecchi, 2001. ISBN 88-8427-091-X
  • La mia generazione. Le idee, i personaggi, i sogni di una casa a Trinità dei Pellegrini, Milano, A. Mondadori, 2002. ISBN 88-04-50344-0
  • Boccasile, con Maurizio Scudiero, Milano, RAS, 2003.
  • Un sogno chiamato Juventus. Cento anni di eroi e vittorie bianconere, Milano, A. Mondadori, 2003. ISBN 88-04-51260-1
  • Depero deco. 109 disegni inediti per arazzi, cuscini e pubblicità, 1918-1932, con Maurizio Scudiero, Trento, Studio 53 arte, 2003.
  • La Sicilia negli occhi, con Edith de Hody Dzieduszycka e Antonio Ducci, Roma, Editori Riuniti, 2004. ISBN 88-359-5615-3
  • Che belle le ragazze di via Margutta. I registi, i pittori e gli scrittori che fecero della Roma degli anni Cinquanta la capitale del mondo, Milano, Mondadori, 2004. ISBN 88-04-52650-5
  • Un disastro chiamato Seconda Repubblica. Miti, protagonisti e soubrette di un'Italia che declina, Milano, A. Mondadori, 2005. ISBN 88-04-54390-6
  • Marca-Relli, a cura di e con Giuseppe Niccoli, Brescia, LAC - Lagorio Arte contemporanea-Shin, 2006.
  • Francesco De Molfetta. "Frankie goes to Hollywood". Reggio Emilia, 7 ottobre-14 novembre 2006, con Marisa Vescovo, Reggio Emilia, 2000 & Novecento, 2006.
  • E la donna creò l'uomo. Lettera d'amore a BB, Milano, A. Mondadori, 2006. ISBN 88-04-55335-9
  • Sex Revolution. Muse, eroi, tragedie di un'avventura che ha cambiato il mondo, Milano, A. Mondadori, 2007. ISBN 978-88-04-56667-0
  • Juve. Il sogno che continua, Milano, A. Mondadori, 2008. ISBN 978-88-04-57594-8
  • Gli anni della peggio gioventù. L'omicidio Calabresi e la tragedia di una generazione, Milano, A. Mondadori, Mondadori, 2009. ISBN 978-88-04-59211-2
  • La collezione. Un bibliofolle racconta i più bei libri italiani del Novecento, Torino, Einaudi, 2009. ISBN 978-88-06-19610-3
  • Nobuyoshi Araki. Tokio nostalgia, con Ettore Sottsass, Photology, 2010. ISBN 88-88359-56-7
  • Pinocchio, di Carlo Collodi e Ferenc Pinter con interventi di Antonio Pinter, Lo Scarabeo Edizioni, 2011. ISBN 978-88-6527-119-3
  • In una città atta agli eroi e ai suicidi. Trieste e il "caso" Svevo, Bompiani, 2011. ISBN 978-88-452-6684-3
  • Addio, gran secolo dei nostri vent'anni, Bompiani, 2012. ISBN 978-88-452-7044-4
  • Una casa romana racconta. Libri, donne, amici perduti, le tracce di una vita, Bompiani, 2014.

FilmografiaEdit

CinemaEdit

TelevisioneEdit

NoteEdit

  1. ^ 'Sex Revolution': Giampiero Mughini presenta il suo ultimo libro a Villa Nobel
  2. ^ Giampiero Mughini, da Manifesto a Controcampo
  3. ^ a b c d Biografia del Corriere della sera
  4. ^ a b Filmografia di Giampiero Mughini
  5. ^ Mughini: «Adriano Sofri sapeva dell’azione contro Calabresi»
  6. ^ Mughini: "Fioravanti e Mambro non c'entrano con Bologna, se mi sbaglio dite pure che sono un c..." da Libero
  7. ^ Intervista di Claudio Sabelli Fioretti
  8. ^ Mughini: "Il mio isolamento totale e supponente"
  9. ^ Juventus, calcio e sport visti da Roma, la Capitale.: L'Ode di Giampiero Mughini
  10. ^ Premio cimitile
  11. ^ Bavaglio a vita per Mughini? L'Ordine dei giornalisti e una sentenza sciagurata
  12. ^ Ecco perché Mughini lascia controcampo
  13. ^ Premio San Fele
  14. ^ MUGUGNI PER MUGHINI: “HO COMMESSO LA FOLLIA DI VENDERE LA MIA COLLEZIONE FUTURISTA. MARINETTI E COMPAGNI SONO GENI ASSOLUTI DELLA MODERNITÀ, ANCHE SE QUANDO COMINCIAI A COLLEZIONARE I LIBRI PASSAVANO PER GENTAGLIA FASCISTA”
  15. ^ Sergio D'Elia: quest'uomo ha il coraggio di difendere il nazista Priebke

Collegamenti esterniEdit

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