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Gregorianscher Kalender Petersdom

Particolare della tomba di papa Gregorio XIII relativo all'introduzione del calendario gregoriano.

Il calendario gregoriano è il calendario ufficiale nella maggior parte del mondo. Prende il nome da papa Gregorio XIII, che lo introdusse nel 1582 con la bolla papale Inter gravissimas promulgata a Villa Mondragone (presso Monte Porzio Catone, Roma). È una modifica del calendario giuliano, precedentemente in vigore, in accordo con la proposta di Luigi Lilio.

Si tratta di un calendario basato sull'anno solare, cioè sul ciclo delle stagioni. L'anno è composto di 12 mesi con durate diverse (da 28 a 31 giorni) per un totale di 365 o 366 giorni: l'anno di 366 giorni è detto anno bisestile. Tale ripetizione avviene ogni quattro anni, con alcune eccezioni (si veda sotto per la regola).

Anni bisestili Edit

Secondo il calendario giuliano, sono bisestili gli anni la cui numerazione è multipla di 4: l'anno giuliano medio dura quindi 365 giorni e 6 ore (la media di tre anni di 365 giorni e uno di 366). Questa durata non corrisponde esattamente a quella dell'anno solare medio, che si ricava dalle osservazioni astronomiche: quest'ultimo infatti è più corto di 11 minuti e 14 secondi. Di conseguenza, il calendario giuliano accumula circa un giorno di ritardo ogni 128 anni rispetto al trascorrere delle stagioni: inserire 32 anni bisestili in 128 anni, dunque inserire 32 volte il 29 febbraio ogni 128 anni, anziché farlo soltanto 31 volte, "rallenta" troppo il calendario stesso.

Alla ricerca di una maggior precisione Edit

Per migliorare ulteriormente l'accuratezza del calendario gregoriano, John Herschel (1792-1871) ha proposto di non considerare bisestili gli anni multipli di 4 000, cioè 4 000, 8 000, 12 000 e così via. In questo modo ci sarebbero 969 anni bisestili ogni 4 000 anni; la durata media dell'anno corrispondente sarebbe di 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 50 secondi circa (365,24225 giorni invece che 365,2422), il che abbasserebbe l'errore a soli circa 4 secondi in eccesso ogni anno (un giorno ogni 20 000 anni). Bisogna notare che in questo caso la coincidenza dei giorni della settimana ogni 400 anni, di cui si parlava prima, verrebbe a mancare dopo 10 cicli.

Ancora più precisa è la riforma sovietica (simile a quella proposta da alcune Chiese ortodosse) del calendario giuliano: gli anni multipli di 100 sono bisestili se, prendendo il numero dei secoli e dividendolo per 9, il resto è 2 oppure 6 (2 o 7 nella proposta delle Chiese ortodosse). In questo modo ci sono 218 anni bisestili ogni 900 anni; la durata media dell'anno risulta di 365 giorni e 218/900 = 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 48 secondi (365,2422[2] giorni invece che 365,2422) e l'errore rispetto all'anno solare è così di soli 2 secondi.

Infine una corrispondenza esatta con la durata media dell'anno tropico, convenzionalmente pari a 365,2422 giorni (la precisione di una parte su 10 000 corrisponde a 0,0001 anni = 8,64 secondi; in realtà l'eccesso è attualmente compreso tra 0,2423 e 0,2424 con tendenza ad aumentare), si ottiene non considerando bisestili sia gli anni multipli di 4 000, sia quelli multipli di 10 000. Cioè non sarebbero bisestili gli anni 4 000, 8 000, 10 000, 12 000, 16 000, 20 000... In questo modo infatti vi sono 4 844 anni bisestili ogni 20 000: 4 844/20 000 = 0,2422. Il medesimo risultato si otterrebbe modificando la regola dei 400 anni, portandola a 500 e aggiungendo un ulteriore giorno ogni 5 000 anni. Quindi in quest'ultimo caso tutti gli anni secolari sarebbero non bisestili, gli anni multipli di 500 sì, e quelli multipli di 5 000 avrebbero un ulteriore giorno in più (ad esempio il 30 febbraio). Per cui in 500 anni si avrebbero 121 bisestili e in 5 000 anni se ne avrebbero 1210; aggiungendo il 30 febbraio (o rendendo bisestile un anno che non lo era, ad esempio il 5 100, il 10 100, eccetera) ogni 5 000 anni si arriva a 1211, quindi 1211/5 000 = 0,2422. Il primo anno differente da quello con la regola attuale sarebbe il 2 400 (bisestile con il ciclo di 400 anni, non bisestile con il ciclo di 500). Sebbene questa regola sia aritmeticamente la più semplice possibile (1 211 e 5 000 sono coprimi), anche in questo caso si perderebbe l'effetto della coincidenza dei giorni della settimana ogni 400 anni, ma invece che slittare di un giorno ogni 4 000 anni come nella proposta di Herschel, con la base di 500 anni questa coincidenza si verificherebbe solo eccezionalmente.

Tuttavia, la ricerca di un calendario "perfetto" è utopistica. Infatti possiamo calcolare con esattezza infinitesimale la lunghezza di un anno attuale, ma tale lunghezza non è costante su lunghi periodi. L'orbita terrestre infatti, a causa dell'interazione gravitazionale con gli altri pianeti, cambia lentamente (in particolare cambia la sua eccentricità) e la durata dell'anno varia di conseguenza.

Inoltre, a causa dei fenomeni di marea la rotazione terrestre sta rallentando, e quindi la lunghezza del giorno, anche se di poco, aumenta. Proprio a causa di questo fenomeno negli ultimi decenni è entrato in uso l'inserimento, quando necessario, di un secondo aggiuntivo, in modo da mantenere sostanzialmente allineato il giorno astronomico con quello civile. Questi secondi aggiuntivi (25 dal 1972 al 2012, ma continuano a essere applicati quando necessario), necessariamente alterano la durata media dell'anno gregoriano.

La tendenza attuale è quindi quella di non cercare proporzioni matematiche più accurate e maggiormente corrispondenti alla realtà fisica, ma di correggere il computo del tempo mediante l'aggiunta di un secondo, quando la discordanza raggiunge tale valore; le variazioni che tale pratica comporta risultano accettabili per la maggior parte degli usi comuni della unità di misura del tempo.

Voci correlate Edit

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